La sede del MuPIn e il percorso per l’apertura del Museo

La storia del MuPIn – Museo Piemontese dell’Informatica ha inizio nel 2010, quando un gruppo di appassionati e professionisti del settore si riunisce con l’idea di creare un museo in Piemonte. L’associazione culturale Museo Piemontese dell’Informatica viene ufficialmente costituita a Moncalieri il 1º settembre 2011. Inizialmente, il MuPIn trova ospitalità negli spazi di un’attività commerciale a Moncalieri, mentre le attività divulgative si svolgono in sedi temporanee, scuole, università e altri musei.

Nel novembre 2016, una devastante alluvione colpisce il Piemonte, sommergendo il capannone industriale di Moncalieri che ospitava gran parte delle collezioni sotto un metro e mezzo d’acqua. Dei 6.000 computer presenti, solo 4.000 vengono salvati, mentre dei 20.000 libri e riviste censiti, ne vengono recuperati appena 10.000, grazie alla mobilitazione di soci, appassionati e cittadini. Una parte consistente della collezione viene successivamente trasferita in un altro capannone industriale, in zona Mirafiori.

A distanza di un mese dall’alluvione, il Comune di Torino, insieme alla Circoscrizione 5, approva una mozione che impegna Palazzo Civico a collocare le collezioni del museo in via Reiss Romoli, negli stessi spazi del MUFANT – Museo del Fantastico e della Fantascienza. Il 18 ottobre 2019 viene firmata la convenzione che assegna ufficialmente al MuPIn una nuova sede in via Reiss Romoli 49 bis (oggi Piazza Riccardo Valla 5), con l’obiettivo di creare un polo museale nell’area nord di Torino. Tuttavia, una volta entrati nell’edificio, i soci del MuPIn si trovano di fronte a una situazione drammatica: lo stabile è in condizioni disastrose dopo anni di incuria, con rifiuti, macerie, muri scrostati, macchie di umidità e segni di vandalismo. È evidente la necessità di importanti lavori di ristrutturazione e adeguamento.

Fortunatamente, proprio nella primavera del 2019, Iren Smart Solutions aveva presentato un progetto di rigenerazione urbana dell’immobile, comprendente non solo interventi di efficientamento energetico, ma anche di ristrutturazione edilizia. Il piano, elaborato con il coinvolgimento di cittadini e associazioni, prevedeva l’avvio dei lavori nel 2020, con una durata stimata di due anni.

Nel frattempo, nel gennaio 2020, il MuPIn avvia lavori preliminari per poter iniziare a utilizzare la sede: vengono imbiancate alcune aree, riattivati i termosifoni e ripristinati gli impianti elettrici e l’illuminazione. Viene organizzato un evento di Anteprima del MuPIn per il weekend del 4-5 aprile 2020, con l’obiettivo di coinvolgere il territorio e gli stakeholder locali. Tuttavia, lo scoppio della pandemia di COVID-19 in febbraio 2020 costringe a posticipare l’iniziativa prima a maggio e poi a data da destinarsi. Inoltre, le attività di sistemazione della sede vengono sospese o procedono a rilento nei successivi due anni.

Nonostante le difficoltà, il museo continua le sue attività divulgative, lanciando il progetto Tutticonnessi per raccogliere e ricondizionare computer destinati a studenti e scuole bisognosi di strumenti per la didattica a distanza. Vengono inoltre avviati gli eventi online MuPIn Talk e MuPIn Podcast.

Nel 2022-2023, diventa chiaro che il progetto di Iren non verrà concretizzato e che è necessario trovare soluzioni alternative per aprire al pubblico il museo. Nel frattempo, le collezioni vengono trasferite nella sede di via Reiss Romoli e inizia il lavoro di censimento e catalogazione. Tuttavia, emergono tre ostacoli principali all’apertura:

  1. Messa a norma dell’impianto elettrico
  2. Adeguamento alle norme di sicurezza antincendio
  3. Accessibilità per visitatori con disabilità

Tali interventi richiedono lavori straordinari di ristrutturazione, non compatibili con la convenzione vigente né con i contratti di manutenzione comunali affidati a Iren. Una situazione tipicamente burocratica, che porta a uno stallo.

Ora, con una nuova convenzione tra il Comune di Torino, la Circoscrizione 5 e il MuPIn, si auspica che la situazione si sblocchi, consentendo alla città di Torino di offrire un nuovo e aggiornato museo dedicato alla scienza, alla tecnologia e al digitale.

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