Ci sono date che segnano simbolicamente l’inizio di un’epoca. Per Internet in Italia, quella data è il 30 aprile 1986, quando dal Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico (CNUCE) di Pisa partì il primo collegamento alla rete globale. La prima connessione fu il risultato di un lavoro di un gruppo di ricercatori innovatori come Stefano Trumpy, Luciano Lenzini e Antonio “Blasco” Bonito. Il progetto fu possibile grazie alla collaborazione di enti come il CNR, Italcable e Telespazio. Una targa in via Santa Maria, a pochi passi da Piazza dei Miracoli, ricorda quell’evento che ha aperto la strada alla rivoluzione digitale nel Paese.
Per ricordare il percorso che portò alla prima connessioen Internet italiana l’Università di Pisa organizza l’evento Internet-40. Dalla prima connessione ai cittadini digitali, un’occasione per rileggere quarant’anni di trasformazioni tra tecnologia, società e nuove sfide legate all’intelligenza artificiale e alla sicurezza.
Le origini risalgono al 1954, quando un finanziamento di 150 milioni di lire e una lettera di Enrico Fermi al rettore Luigi Avanzi orientarono l’Università di Pisa verso la costruzione di una macchina calcolatrice elettronica.
Da quell’intuizione nacque la Calcolatrice Elettronica Pisana (CEP), inaugurata nel 1961 dal Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi. Uno dei primi grandi calcolatori europei, oggi conservato al Museo degli Strumenti per il Calcolo, ma soprattutto il punto di partenza per la formazione di una comunità scientifica destinata a lasciare il segno.
Nel 1965 venne istituito il CNUCE, inaugurato alla presenza del Presidente Giuseppe Saragat. Fu proprio in quell’occasione che il rettore Alessandro Faedo sottolineò come il risultato più importante non fosse la macchina in sé, ma il gruppo di studiosi che si era formato attorno ad essa. Il centro, rafforzato anche dall’arrivo di un IBM 7090, divenne un polo di eccellenza: nel 1969 nacque il primo corso di laurea in Ingegneria dell’Informazione in Italia, mentre nel 1974 il CNUCE entrò a far parte del CNR.
Quando Internet arrivò in Italia, nel 1986, la sua portata rivoluzionaria non era ancora evidente. Luciano Lenzini, tra i protagonisti di quella stagione, ricorda: il 30 aprile partì un segnale verso un computer in Pennsylvania e, pochi millisecondi dopo, arrivò la risposta. La connessione era stabilita: l’Italia era ufficialmente online.
Il risultato fu reso possibile anche dai contatti con Robert Kahn, tra i padri di Internet, che anni dopo riceverà a Pisa la laurea honoris causa insieme a Vinton Cerf. All’epoca, tuttavia, si trattava ancora di un progetto di ricerca per addetti ai lavori. La vera svolta sarebbe arrivata solo nei primi anni Novanta, con la nascita del World Wide Web.
Con l’introduzione del web, Internet compie un salto decisivo e Pisa resta al centro di questa evoluzione. Maurizio Davini, allora studente di fisica al CERN, entrò in contatto con Tim Berners-Lee, inventore del World Wide Web. Da quell’incontro nacque la prima pagina web italiana: www.unipi.it.
Fino a quel momento la rete era utilizzata prevalentemente in ambito accademico, per lo scambio di file e la posta elettronica. Il web ne ampliò enormemente le potenzialità, aprendo la strada alla diffusione su larga scala.
Oggi, a quarant’anni di distanza, Internet ha trasformato radicalmente comunicazione, economia e vita quotidiana.
Il 30 aprile 2026, il Consiglio Nazionale delle Ricerche si prepara a celebrare i 40 anni di Internet in Italia con un evento dal titolo 40 anni di Internet in Italia” presso l’Auditorium del Cnr di Pisa. Il 13 maggio 2026, l’Univertità di Pisa organizza a sua volta I’evento Internet-40. Dalla prima connessione ai cittadini digitali , presso l’Aula Magna Nuova del Palazzo della Sapienza a Pisa, per offfire un momento di riflessione sul trasformazioni tecnologiche e sociali dovute a Internet.
Al MuPIn è disponibile la copia della mostra Viaggio nella storia di Internet donata al Museo dal GARR per la prima edizione di Biennale Tecnologia del 2019.
